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I nuovi protocolli di sicurezza sul lavoro: oneri e responsabilità

Con l’ingresso ufficiale nella fase 2, avviata lo scorso 4 maggio, l’Italia torna piano piano alla normalità.

I settori dell’edilizia e del commercio all’ingrosso sono tornati all’attivo, mentre è previsto un lento ripristino di altri settori già dalla prossima settimana.

Il re-start rimane all’insegna della cautela e perciò, mentre già oltre 4 milioni di italiani sono tornati al lavoro, entra ufficialmente in vigore un lungo elenco di nuovi protocolli di sicurezza sul lavoro.

Si tratta di regole che sanciscono non soltanto gli obblighi del datore di lavoro, ma anche quelli in capo al singolo lavoratore.

Una cosa però resta assolutamente invariata: è obbligatorio restare a casa  in caso di febbre superiore ai 37.5° e di avvisare il proprio medico di famiglia o le autorità di competenza.

Le aziende possono verificare la temperatura corporea per assicurarsi che sia tutto in regola prima di consentire l’accesso all’interno della struttura.

Per chi invece ha già contratto il virus, è obbligatorio presentare una certificazione medica attestante la “negativizzazione” all’agente patogeno.

Chiunque poi abbia avuto contatti con casi risultati positivi e/o provenienti dalle zone considerate rosse, non può tornare al lavoro prima di aver osservato i canonici 14 giorni di quarantena presso il proprio domicilio.

Protocolli per l’accesso al personale esterno

L’ingresso di personale esterno negli ambienti di lavoro deve essere limitato o se possibile evitato.

Resta comunque possibile l’accesso in azienda ai fornitori o al personale esterno, a patto che siano individuati dei punti di ingresso e di uscita per minimizzare al massimo il contatto.

I trasportatori devono restare all’interno degli autoveicoli e le operazioni di carico scarico prevedono il mantenimento tassativo delle distanze di sicurezza e dei dispositivi di protezione individuale.

Regolamentazione di ingresso e uscita del personale dipendente

Il datore di lavoro è tenuto a regolamentare uscite ed ingressi in forma scaglionata per evitare contatti, specialmente nei luoghi comuni (mense, spogliatoi, ecc..). Resta per l’azienda raccomandabile designare una porta per l’uscita ed una per l’entrata, posizionando disinfettanti segnalati da appositi cartelli.

Sanificazione e pulizia degli ambienti

L’azienda deve garantire una corretta sanificazione e pulizia degli ambienti di lavoro specialmente delle aree comuni e degli attrezzi (tastiere, mouse, maniglie, sedie, utensili…).

A tal proposito, può avvalersi degli ammortizzatori sociali in atto, come la detrazione dal credito d’imposta o il bando Impresa Sicura

Obblighi del lavoratore: l’igiene personale e DPI

Tutti i dipendenti devono obbligatoriamente adottare sistemi di protezione individuale quali mascherine e guanti: se per le mani sarà compito dell’azienda mettere a disposizione gel mani o igienizzanti, resta dovere del lavoratore provvedere al frequente lavaggio mani.

Tutti i DPI devono essere conformi alle normative in vigore per evitare la divulgazione del virus.

Assembramenti

Inutile evidenziare che restano da evitare in modo assoluto gli assembramenti, le riunioni, la formazione o gli eventi nei quali si prevede il raggruppamento di più persone. Queste attività vanno svolte da remoto utilizzando la tecnologia a disposizione (video conferenze).

Smartworking

Lo smartwork, lavoro a distanza, è preferibile specialmente in quelle situazioni dove non possono essere adottate soluzioni idonee e la presenza fisica del lavoratore non è essenziale.

Resta però mandatorio per il datore di lavoro garantire adeguate condizioni di supporto al lavoratore manifestando una certa flessibilità.

Va considerato, infatti, che in questa fase le scuole sono chiuse, così come ludoteche e asili nido, per cui il dipendente può aver bisogno di organizzarsi in modo diverso dal solito.

Altri possono avere bisogno di prendersi cura di persone anziane o cronicamente malati e quelli che sono in confinamento. In queste circostanze, i dirigenti dovranno essere flessibili in termini di orario di lavoro e produttività del personale.

Se in azienda c’è una persona sintomatica

Un dipendente che presenti i sintomi da covid-19 ha l’obbligo di riportarlo immediatamente all’ufficio del personale.

Per la persona in questione è previsto l’immediato isolamento e l’adozione della mascherina chirurgica.

Cautela in ogni situazione

Il buonsenso è la chiave della fase 2.

Conosciamo ormai piuttosto bene le molte situazioni che potrebbero veicolare il contagio da Covid-19: dobbiamo quindi solo prestare grande attenzione.

Massima cautela, perché sappiamo bene che un eventuale nuovo lockdown metterebbe in ginocchio la nostra economia per molto, molto tempo.

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